A prima vista sembra una questione di perdita.
A prima vista sembra una questione di perdita.
Un compenso più basso.
Lo stesso lavoro.
Meno riconoscimento.
La mente va subito lì: loss aversion.
Kahneman e Tversky ci hanno mostrato quanto una perdita pesi, psicologicamente, più di un guadagno equivalente.
Ma in alcune decisioni c’è qualcosa che viene ancora prima.
La scarsità.
Sendhil Mullainathan ed Eldar Shafir hanno studiato cosa accade quando una persona vive dentro una percezione di scarsità: scarsità di denaro, di tempo, di energie, di possibilità.
Il punto non è solo che “hai meno”.
È che la scarsità restringe il campo mentale.
Quando senti di non avere alternative, non valuti più la situazione da fuori.
La guardi dal tunnel.
E nel tunnel una proposta che non ti convince può iniziare a sembrarti accettabile.
Non perché sia diventata giusta.
Perché in quel momento ti sembra l’unica praticabile.
Nei contesti di lavoro questo accade più spesso di quanto sembri.
Quando un responsabile evita un confronto.
Quando una persona resta in una situazione che la consuma.
Quando una decisione viene presa non perché sia buona, ma perché sembra l’unica possibile.
È qui che molte decisioni cambiano natura.
Non sono più scelte lucide.
Diventano risposte all’urgenza.
Emotions Lab lavora proprio in quello spazio: prima della scelta, quando la pressione sta già orientando il modo in cui leggiamo le possibilità.
Perché a volte la domanda non è solo:
“Cosa rischio di perdere?”
Ma anche:
“Quanto è stretto il campo da cui sto guardando questa decisione?”
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