“Non voglio guidare nessuno. Sono solo problemi.”




“Non voglio guidare nessuno. Sono solo problemi.”


Me l’ha detto un giovane durante un percorso di orientamento.

Da qualche tempo sento dire sempre più spesso che i giovani non vogliono diventare manager.

Ma quella frase mi ha fatto pensare che forse la domanda è un’altra.

Non lo ha detto con rabbia.
Non lo ha detto con pigrizia.

Lo ha detto come si dice una cosa ormai evidente.

Per lui, chi aveva responsabilità aveva soprattutto problemi.
Più pressioni.
Più conflitti.
Più tempo sottratto alla propria vita.

E allora la domanda non è solo:
perché non vuole crescere?

La domanda, forse, è un’altra:
che immagine della leadership gli abbiamo fatto vedere?

Perché nello spazio prima della scelta non ci sono solo ambizioni.

Ci sono esperienze, paure, modelli osservati, costi percepiti.

In psicologia si parla spesso di apprendimento osservativo: molte idee sul lavoro non nascono da ciò che ci viene spiegato, ma da ciò che vediamo accadere intorno a noi.

Se per anni osservi che chi guida persone è più esposto, più solo, più pressato, quella non diventa solo un’opinione.

Diventa una mappa.

E a volte una persona non rifiuta la responsabilità.
Rifiuta l’idea di responsabilità che ha imparato a conoscere.

Commenti

Post popolari in questo blog

PRIMA TU

Scrivere

Sofferenza